Come creare uno stagno
Nel tuo giardino o nell’orto

M.A.I.E.R. Srl

Per chi ha un piccolo appezzamento di terra dove coltiva un orto, un giardino o pochi alberi da frutto può essere molto importante avere a disposizione un piccolo specchio d’acqua a cui attingere per l’irrigazione o anche semplicemente per migliorare l’ecosistema e favorire la crescita delle piante.

In questo articolo vogliamo spiegarvi nel dettaglio come fare per realizzare uno laghetto in giardino o vicino al vostro orto.



Dove realizzare lo stagno


La prima cosa da fare è scegliere il luogo più adatto in cui realizzare il vostro stagno. Il terreno migliore in cui crearlo è senza dubbio quello argilloso che non ha bisogno di particolari opere di impermeabilizzazione. Da tenere in conto è anche lo spazio circostante, meglio crearlo in campo aperto dove può ricevere al meglio l’acqua piovana e meglio se in pendenza così da utilizzare al meglio l’acqua per l’irrigazione.



Tenete presente che per legge uno stagno può essere realizzato senza permessi solo se di piccole dimensioni e con una profondità massima di 60 cm. In caso contrario è necessario avviare una pratica e chiedere i relativi permessi.


Una volta capito dove realizzarlo è necessario mettersi in movimento. Se vogliamo creare un piccolo stagno per raccogliere le acque piovane è possibile scavare la buca manualmente grazie a vanghe, picconi e pale; in caso contrario invece è necessario utilizzare macchinari per movimento terra che non vanno necessariamente acquistati ma possono essere anche noleggiati.

Scegliere la forma


La forma del nostro stagno non è certo solo una questione stilistica e dipende molto dal progetto che abbiamo in mente. Se abbiamo intenzione di utilizzarlo solo come bacino di raccolta per l’acqua meglio utilizzare la maggiore superficie disponibile se invece vogliamo ospitare piante acquatiche e pesci è bene ricordare che lo stagno andrà modellato in modo da creare differenti nicchie ecologiche che troveranno spazio ad altezze differenti.

rana nello stagno

Nella zona umida ad esempio, che è quella più all’esterno dello stagno e in cui le piante avranno le radici sempre in contatto con l’acqua, possiamo inserire le classiche piante acquatiche ma anche piante perenni da giardino.

Un terzo della superficie dovrebbe essere considerato “acqua poco profonda”, con piante che si trovano fino a 10 cm di profondità e a volte anche fuori dall’acqua. Le piante di questa zona saranno caratterizzate da una crescita robusta, possiamo inserire canne o tife se vogliamo ricreare un ambiente il più naturale possibile ma possiamo anche optare per cultivar nane come la Typha minima.

Al di sotto dei 40 cm si parla invece di acque profonde. In questo caso le piante più amate sono le ninfee che vivono bene fra i 60 e gli 80 cm di profondità, in alcuni casi anche fino ai 100 cm. Ricordate che se piantate la ninfea direttamente sul fondo, il substrato e il rizoma andrebbero ricoperti con uno strato di ghiaia di circa 10 cm per impedire il galleggiamento, altrimenti possiamo mettere le ninfee in un tumulo vegetale o in un cesto di piante.

Stesso discorso vale per pesci e animali acquatici che volete inserire nel vostro stagno: avranno bisogno di profondità e spazi differenti. Ricordate che molto probabilmente alcuni animali si stabiliranno in modo naturale nel vostro stagno, come rane, rospi e insetti. Fra i pesci che consigliamo di inserire troviamo sicuramente le gambusie o i medakache si nutrono di zanzare.

rana nello stagno

Per garantire la biodiversità e ottimizzare l’effetto margine potremmo dare al nostro stagno una forma ricca di curve e anse ma ricordiamo che in questo caso sarà più difficoltoso stendere il telo.


APPROFONDIMENTO: Per effetto margine si intende l’insieme delle influenze che interessano l’area di confine fra due tipologie di ambiente o la parte di contatto fra due zone. Nei margini fra due ecosistemi si crea maggiore biodiversità.


L’impermeabilizzazione


Dopo aver ben progettato e realizzato il nostro laghetto, dobbiamo procedere con l’impermeabilizzazione in modo che l’acqua resti al suo interno. Anche in questo caso ci riferiamo a un piccolo stagno da giardino dove possiamo utilizzare un semplice telo in PVC o in EPDM. Tagliamo il telo in base alla misura del nostro laghetto, prepariamo prima un fondo di protezione con un tessuto non tessuto per proteggere il telo dai sassi o dalle radici delle piante; fissiamo poi il telo sul bordo e pianifichiamo un altro strato di protezione che ricopriremo con circa 10 centimetri di terra.

Altri metodi di impermeabilizzazione


Se non siete sicuri della plastica potete optare per altre tipologie di impermeabilizzazione che possono però risultare più costose.

Una possibilità è il cemento ma, se non si è pratici ed esperti, meglio affidarsi a una ditta specializzata perché il cemento utilizzato deve essere ad alta resistenza e mescolato a un prodotto impermeabilizzante.

Altra soluzione potrebbe essere il vetroresina, anche in questo caso però è necessario affidarsi a un professionista.

Esistono poi laghetti prefabbricati sia in PVC che in vetroresina, in questo caso dovrete solo effettuare lo scavo che dovrà essere più ampio e della stessa forma del vostro laghetto prefabbricato.

Se invece volete rimanere sul naturale potete provare a rivestire il fondo del vostro laghetto con argilla impastata ad acqua ma dovete essere esperti conoscitori del terreno per essere sicuri di fare la cosa giusta.

Sponde e troppo pieno


Altro fattore da tenere in considerazione è il livello delle sponde che devono essere tutte alla stessa quota. Per farlo potete utilizzare una livella ad acqua (potete anche realizzarla in casa con un tubo di gomma trasparente e due aste dove segnare i centimetri), in questo modo potete vedere i punti dove il terreno ha la stessa altitudine.

ninfea nello stagno

Ricordiamo di prevedere il canale del “troppo pieno” ovvero un canale di uscita per l’acqua in caso di quantità in esubero. Anche questa fase è molto importante perché dobbiamo capire esattamente dove l’acqua può far comodo e non danno. Possiamo anche preventivare dei canali per far confluire le acque piovane nel nostro laghetto.

Riempire lo stagno in giardino


Finalmente siamo arrivati alla fase finale. Dopo la progettazione e la realizzazione arriva il momento di riempire d’acqua il nostro stagno. La cosa più naturale e semplice sarebbe attendere che la pioggia riempia il nostro stagno senza nessuno sforzo da parte nostra ma la cosa si potrebbe tradurre in una lunga attesa. Alternativa è quella di utilizzare l’acqua di un pozzo se lo avete a disposizione oppure l’acqua della conduttura .















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